Si conclude “Sulle Orme della Resistenza: Storie, Percorsi e Voci”, il progetto promosso da PiGreco – SEMI di Intercultura APS in collaborazione con CNGEI Faenza; VivinSalute; Insieme APS; Rumore di Fondo, nell’ambito delle iniziative di valorizzazione della memoria del Novecento, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna (L.R. 3/2016).

Il progetto ha attraversato territori, linguaggi e generazioni con un obiettivo chiaro: rendere la memoria della Resistenza un’esperienza viva, accessibile e condivisa, capace di parlare alle persone di oggi, in particolare alle giovani generazioni.

Raccontare la Resistenza attraverso i luoghi

Uno degli assi portanti del progetto è stato il lavoro sui luoghi della memoria: spazi fisici e simbolici che custodiscono storie di lotta, scelta e responsabilità civile. Attraverso percorsi guidati, momenti di narrazione e attività di public history, questi luoghi sono stati restituiti come strumenti di conoscenza attiva, non come semplici scenari del passato.

Camminare, sostare, ascoltare: il progetto ha invitato a rallentare e a interrogarsi sul significato profondo di quei luoghi, mettendo in relazione la storia locale con i grandi processi storici del Novecento.

Voci, testimonianze e linguaggi contemporanei

Accanto ai luoghi, le voci. Il progetto ha dato spazio a testimonianze, racconti e materiali storici, integrandoli con linguaggi culturali e artistici capaci di parlare al presente. Incontri pubblici, momenti performativi e strumenti multimediali hanno contribuito a costruire una narrazione plurale della Resistenza, lontana dalla retorica e vicina alle persone.

La memoria è stata così intesa non come qualcosa da “trasmettere” in modo unidirezionale, ma come processo partecipato, fatto di ascolto, confronto e rielaborazione.

Un approccio intergenerazionale

Uno degli elementi centrali del progetto è stato il dialogo tra generazioni. Giovani, adulti e anziani sono stati coinvolti in attività pensate per favorire lo scambio di saperi, esperienze e punti di vista. La Resistenza è emersa non solo come evento storico, ma come eredità civile, capace di interrogare il presente su temi come democrazia, diritti, partecipazione e responsabilità collettiva.

Un patrimonio che continua

“Sulle Orme della Resistenza” si chiude come progetto, ma lascia tracce concrete: relazioni attivate, materiali prodotti, competenze condivise e, soprattutto, una comunità più consapevole del valore della memoria come bene comune.

In un tempo segnato da conflitti, disinformazione e fragilità democratiche, tornare alle storie della Resistenza significa riaffermare il senso delle scelte, della partecipazione e della libertà. È da qui che vogliamo continuare a camminare.

Ringraziamo tutte le persone, le realtà partner e le istituzioni che hanno reso possibile questo percorso, e la Regione Emilia-Romagna per il sostegno e la fiducia accordata al progetto.

La memoria non è solo ciò che ricordiamo.
È ciò che scegliamo di portare con noi, oggi.